Gli stabilimenti industriali FFS di Bellinzona: Potenziali di sviluppo in un’ottica di rilancio della politica industriale regionale

I risultati dello studio SUPSI, in particolare l’affermazione secondo cui “la chiusura degli Stabilimenti industriali (SI) di Bellinzona e il trasferimento delle attività produttive oltre S. Gottardo e nel settore privato non si giustificano neanche dal profilo aziendale”, non può sorprendere chi segue con attenzione l’evoluzione del mercato dei trasporti elvetico. La spontanea mobilitazione delle maestranze e dei Ticinesi che ne hanno sostenuto lo sciopero nel 2008 non è stata, quindi, una scelta di pancia, bensì una decisione fondata su elementi razionali.

erstellt am 25. August 2010 @ 08:02 Uhr
Repubblica e Cantone Ticino
I risultati dello studio SUPSI, in particolare l’affermazione secondo cui “la chiusura degli Stabilimenti industriali (SI) di Bellinzona e il trasferimento delle attività produttive oltre S. Gottardo e nel settore privato non si giustificano neanche dal profilo aziendale”, non può sorprendere chi segue con attenzione l’evoluzione del mercato dei trasporti elvetico. La spontanea mobilitazione delle maestranze e dei Ticinesi che ne hanno sostenuto lo sciopero nel 2008 non è stata, quindi, una scelta di pancia, bensì una decisione fondata su elementi razionali.

Affrontare il tema del futuro degli SI-Bel significa approfondire considerazioni ebobiettivi di politica regionale e di politica della ricerca e formazione, sicuramente molto importanti per il Cantone. Dal profilo della politica dei trasporti il tema potrebbe apparire meno centrale. Tuttavia, l’esistenza e la promozione di sinergie tra le vie di comunicazione e i servizi di trasporto da un lato, e il tessuto economico-produttivo circostante dall’altro, sono fattori rilevanti e contribuiscono a disinnescare la tendenza al “corridoio di transito”.

Le previsioni dicono che la mobilità su rotaia continuerà a crescere. Nei prossimi venti anni sulla rete ferroviaria elvetica il traffico viaggiatori aumenterà dell’ 1,3% l’anno, e il traffico merci del 2,2%. Secondo stime prudenti, il volume del traffico su rotaia crescerà nel 2030 del 50% rispetto a oggi (su alcune tratte addirittura del 100%, ad es, al S. Gottardo per il traffico viaggiatori con la messa in esercizio della galleria di base). Ciò significa che la capacità dall’intera infrastruttura, così come gli interventi di manutenzione sul materiale rotabile, andranno potenziati.

La collocazione strategica degli SI-Bel sull’asse nord-sud porta ragionevolmente a credere che le Officine possono perseguire ulteriori obiettivi di sviluppo, tanto più solidi, quanto più saranno ancorati a una consolidata e più ampia rete di sostegno con il settore della politica economica regionale.

Il lavoro svolto dalla SUPSI su questo tema complesso e non facilmente analizzabile (considerati gli attori in campo e le difficoltà di accesso ai dati) è valido, approfondito e ben documentato. Il fatto che i ricercatori si sono convinti delle potenzialità esistenti per gli SI-Bel – dovute soprattutto a un mercato che mostra una dinamica positiva e alla collocazione geografica di Bellinzona sull’asse nord-sud – non può che riempire di soddisfazione anche l’autorità politica cantonale.

Occorre, tuttavia, avere anche la lungimiranza di considerare le criticità esistenti (per porvi mano nella misura del possibile) e non trascurare alcune variabili di fondo. Per quanto concerne gli Stabilimenti, la produttività e la razionalità dei processi lavorativi possono migliorare. Sappiamo che, attualmente, gli SI hanno moltissimo lavoro, anche a seguito del fatto che gli standard della manutenzione si sono alzati dopo gravi incidenti ferroviari, come il deragliamento del treno merci avvenuto a Viareggio nel giugno del 2009.

In merito alle variabili di fondo, occorre inoltre che le FFS – in quanto proprietarie – siano disponibili ad assumere un atteggiamento attivo e propositivo, condividendo con gli altri attori la scelta dello scenario migliore. Gli esperti indicano in questo rapporto che “le potenzialità delle Officine emergerebbero con particolare forza attraverso la creazione di un centro di competenze”, come in certo qual modo avevano ventilato anche le FFS nel 2006. In effetti, da un incontro avuto con il CEO FFS Andreas Meier, lo scorso 12 agosto, in cui si è toccato anche questo tema, credo di poter dire che lo scenario “centro di competenze” e il relativo studio di fattibilità potrebbero raccogliere il consenso delle FFS. In linea quindi, con quanto propone lo studio della SUPSI.

Anche a un esterno, lo scenario “centro di competenze”, pur non facilmente decifrabile di primo acchito, appare intuitivamente l’unico percorribile. Infatti, non possono entrare in linea di conto né lo status quo (che, di fatto, equivarrebbe al declino), né il centro di profitto (che, di fatto, presuppone un radicale cambiamento nei rapporti tra SI-Bel e FFS).

Lo studio di fattibilità per lo scenario “centro di competenze” appare quindi indispensabile per prendere decisioni concrete vincolanti, e trova il pieno sostegno anche da parte del Dipartimento del territorio.

Weblinks

  • Update NZZ Online – Tessiner Sukkurs für SBB-Industriewerk Bellinzona – Fachhochschul-Studie geht mit Schliessungsplänen hart ins Gericht
  • Autor: Redaktion

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